Intervista a Padre Umberto

Intervista a Padre Umberto dopo l'incontro del 26 maggio 2015 con Papa Francesco a Santa Marta

Martedì 26 maggio, hai accompagnato la nostra Comunità Parrocchiale alla Messa celebrata da Papa Francesco nella chiesa di Santa Marta in Vaticano. È stato un momento speciale per i 24 componenti della Comunità di San Gaetano che hanno potuto anche rivolgere un saluto personale al Santo Padre. Puoi raccontarci come si è concretizzata questa occasione unica?

All’indomani dell’apertura delle docce per i senzatetto in San Pietro, ho scritto una lettera al Papa, per ringraziarlo di questo gesto in quanto incoraggiava chi come noi questo tipo di servizio lo fa da tempo. Concludevo il mio scritto con l’invitare il Papa a farci visita qualche sabato e magari fare colazione con i nostri amici delle docce.
Dopo qualche giorno ricevo una lettera dalla Segreteria di Stato nella quale mi informano che per invitare il Papa lo si deve fare attraverso il Cardinal Vicario. Anche un po’ sconsolato per la freddezza della risposta, prendo atto.
Due o tre giorni dopo mi arriva una telefonata sul cellulare, rispondo e mi ritrovo a parlare con uno dei segretari del Papa e mi chiede di fare la richiesta per partecipare alla Messa di Santa Marta. Io manifesto le mie perplessità perché avrei voluto allargare l’invito a più persone della parrocchia, ma il mio interlocutore insiste affinché io inoltri la richiesta e così gli dico che avrei provveduto.
Sempre con le stesse perplessità dopo qualche giorno invio la richiesta. Siamo nella Settimana Santa. Il giorno 21 aprile mi arriva una lettera dalla segreteria personale del Papa. Con gioia e trepidazione leggendo la lettera mi accorgo che avevano accettato la mia richiesta e subito ho informato i miei parrocchiani della cosa.

Puoi descriverci le tue sensazioni nei momenti precedenti e successivi alla celebrazione della messa?

Prima della Messa ero tesissimo, anche perché un Mons. mi ha chiamato qualche giorno prima e mi ha comunicato che dovevo leggere il Vangelo e che avrei dovuto scegliere due persone per la lettura e il salmo e due accoliti per aiutare il Papa all’offertorio. Avevo paura di sbagliare. Appena è iniziata la Messa mi sono reso conto che il Papa stava pregando e che la situazione era intima e familiare tanto da far sparire qualsiasi tensione: la preghiera era il motivo del nostro stare li e che anche se avessi sbagliato qualcosa non importava. La serenità ha preso possesso della mia anima. Con la stessa serenità, ma anche con gioia e soprattutto orgoglio ho presentato ad uno ad uno i miei parrocchiani al Papa e dico i miei parrocchiani, perché sia durante la Messa sia quando ho presentato quei 24 fortunati, non smettevano di scorrere davanti ai miei occhi i volti di tutte le persone che normalmente partecipano all’eucarestia nella nostra parrocchia, erano tutti li con noi a pregare l’uno per l’altro.

Cosa ti ha colpito di più delle parole del Santo Padre pronunciate durante la sua omelia?

Io ho sempre sostenuto che il fato non esiste e sempre il Signore me lo conferma. Il Vangelo di quel giorno (Mc 10, 28-31) sembrava scelto apposta per me. “Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa del Vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni e nel futuro la vita eterna.” Non nascondo che in questo anno ho ricevuto tante grazie, ma le persecuzioni non sono mai mancate. Spesso sono stati i parrocchiani a sostenermi e darmi la forza per andare avanti. Siamo soliti non far caso ai beni che riceviamo e troppo spesso ci lamentiamo per qualche piccola Croce che ci viene messa sulle spalle. Impariamo a ringraziare Dio per il bene e a perseverare nei momenti di difficoltà.

Dopo la messa, Papa Francesco si è soffermato per un saluto ai partecipanti alla Santa Messa. Ci puoi raccontare il momento che hai vissuto incontrando personalmente il Papa e le parole che vi siete scambiati?

È stato emozionante e allo stesso tempo semplice e spontaneo il tutto. Ha la capacità di metterti a tuo agio e quindi tutto è stato molto spontaneo. Mi ha impressionato l’insistenza con la quale chiede le preghiere per lui.

Secondo te, cosa rimane dell’incontro che abbiamo avuto con Papa Francesco?

Sicuramente la gioia dell’incontro, ma soprattutto la carica di spiritualità che ci ha trasmesso. Speriamo di riuscire a mantenere questa carica e di trasferirla anche agli altri della parrocchia.

Si può dire che da questo incontro, la nostra Comunità ne esce di certo più arricchita e più unita?

Sicuramente, certi incontri ti segnano.

I partecipanti rappresentavano le diverse realtà di servizio e di preghiera che compongono la nostra Comunità parrocchiale di San Gaetano. C’è un messaggio particolare che vorresti offrire loro dopo l’esperienza vissuta a Santa Marta?

Vorrei veramente augurare a tutti di poter essere lievito ognuno nella propria realtà sia di attività in parrocchia sia nell’ambito sociale. Quello che abbiamo ricevuto non è un dono esclusivo per noi, ma ci è stato dato per donarlo agli altri.

Un ringraziamento sentito a Padre Umberto per l'evento che abbiamo vissuto.