Il progetto di costruzione

Arte e Liturgia nello spirito del Concilio Vaticano II

La sede o, meglio, il laboratorio progettuale di uno dei più apprezzati e geniali costruttori di chiese, l'ing. Pacini è in un attico di Via Nitti.
La chiesa, motivo preminente dell'attenzione progettuale, è stata concepita a pianta centrale circolare, a delimitare un unico volume architettonico ed a racchiudere uno spazio privo di motivi intermedi che ne ostacolassero la completa e libera agibilità da parte del clero officiante e dell'assemblea del fedeli.

La galleria sopraelevata - e cioè il matroneo - destinata ad accogliere, in diverse circostanze, eccedenza di fedeli o complessi corali e strumentali, rientra nell'intento già espresso; vi si accede da una scala circolare, motivo di animazione che squarcia la superficie cilindrica del grande tamburo, dilatandone lo spazio in un respiro cui partecipa tutta l'aula centrale.

E’ stata posta molta attenzione nel dosaggio delle aperture sull'esterno per l’illuminazione naturale, in posizioni particolarmente studiate sono state praticate trasparenze sull'ambiente esterno, prevalentemente sistemato a verde, che conferiscono alle pareti, generalmente a livello d'uomo, una qualificazione di quinte anziché di strutture.

Ci sono molti elementi originali: la cappella feriale, l'atrio, la copertura con una struttura tanto diversa dalla struttura dell'insieme. La cappella feriale alla quale si accede direttamente dall'atrio, è collegata alla chiesa e nello stesso tempo separata da una galleria tangente al cerchio di base e traforata verso l'aula per una formale partecipazione con lo spazio centrale. Collegata direttamente alla sacrestia, utilizza lo stesso tabernacolo della chiesa ed è illuminata da una grande vetrata laterale prospiciente il verde.

L'atrio è impreziosito da un cilindro, allora trasparente oggi con vetrate istoriate raffiguranti scene della vita di San Gaetano, che, sulla linea di demarcazione della chiesa, offre un motivo di animazione suggestivo, inoltre, costituisce un luogo valido per i fedeli che possono incontrarsi ed intrattenersi in fratellanza, senza disturbare l'agibilità della chiesa propriamente detta.

La copertura in metallo è rimasta in vista per ragioni di economia. La plafonatura, quale ipotizzata in sede di progetto, può sempre essere realizzata. Ma la sua struttura, pure contrastante con quella della base, la integra e ne fa costituire un complesso armonico.

La distribuzione degli arredi aderisce alle indicazioni del Concilio, l'altare, l'ambone, il sedile, il tabernacolo, il battistero dispongono di un unico ampio sagrato avvolgente che si protende verso l'assemblea del fedeli. Il pavimento dell'aula sacra è in leggera pendenza verso l'altare o, meglio, verso il sagrato per favorire la visibilità e quindi la partecipazione del fedeli al riti. Anche questo risponde allo spirito del Concilio.

Il tufo, il cemento ed il ferro, nel loro dosaggio delle forme, delle misure e dei volumi, suscitano effetti scenografici ma non teatrali, in questo contesto si inquadra anche il lungo pontile di collegamento tra la chiesa ed il complesso del servizi della parrocchia, elemento di congiunzione tra masse topograficamente distanti ma funzionalmente unite.