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INCONTRO CON FEDE E LUCE



INCONTRO CON FEDE E LUCE

Intervista a Huberta Bertolini Pott che segue la Comunità d'incontro di Fede e Luce nella nostra Parrocchia.

 

Foi et Lumiére International (letteralmente Fede e Luce Internazionale) è un’associazione internazionale cattolica ecumenica fondata in Francia nel 1971 da Jean Vanier e Marie-Hélène Mathieu con lo scopo di incentivare le relazioni fra le persone, con particolare riferimento ai portatori di handicap mentale e alle loro famiglie. È organizzata in Comunità d'incontro che si ritrovano regolarmente per condividere il proprio tempo libero e per pregare insieme.
In Italia l'associazione prende il nome di Fede e Luce e dal 2001 opera come Onlus. Fede e Luce è sorta con l’intento di sottrarre le famiglie alla tentazione di isolarsi, di tagliarsi fuori dalla vita “normale”; perché pian piano scoprano che, proprio il loro figlio più fragile può essere fonte di solidarietà e di unione con gli altri. Fede e Luce è un “cammino” di persone molto diverse fra loro (genitori, persone disabili e amici di ogni età e di ogni ceto) che si fanno prossime le une alle altre, senza distinzione fra chi dà e chi riceve, perché tutti danno e ricevono allo stesso tempo.
Incontriamo Huberta Bertolini Pott che segue la Comunità d’incontro di Fede e Luce nella nostra Parrocchia.


Huberta, intanto grazie per questo incontro. Ti volevo subito chiedere quando e come si è formata la vostra Comunità a San Gaetano.

La nostra comunità nasce nel 2001 quando per la prima volta un parroco e mio amico (Don Fabio Bartoli) mi chiese di portare una comunità di Fede e Luce nella sua parrocchia di San Valentino. Non potevamo ignorare questa richiesta e abbiamo quindi diviso la comunità di Santa Croce presso la parrocchia del Preziosissimo Sangue e abbiamo iniziato a camminare a San Valentino, dove siamo rimasti circa 10 anni. In seguito, 4 anni fa, ci siamo spostati a San Gaetano.

Quando e dove vi incontrate?

San Gaetano è diventato la nostra sede e quindi più delle volte ci incontriamo a San Gaetano. Ci sono però 3 appuntamenti fissi nell’anno dove ci incontriamo in posti capienti con tutte le comunità romane (festa dell’apertura, Festa della luce – Candelora e la Festa finale della primavera). A Roma contiamo circa 20 comunità con 30/40 membri ciascuna e quando siamo tutti … serve molto spazio.

Quante sono al momento le persone che seguite?

Diciamo che non seguiamo nessuno, ogni uno offre alla comunità i propri talenti e segue l’altro o viene seguito dall’altro. Questo suona un po’ strano, lo so, ma è davvero così. Siamo una comunità, e tutti seguono e sono seguiti! Io personalmente devo moltissimo a Fede e Luce, alle mamme, per me è una vera scuola di vita: in questo senso, io sono stata seguita e guidata e non viceversa. Comunque sono circa 30 persone in comunità.

Chi sono i volontari che attualmente partecipano nella Comunità?

Devo precisare che i volontari da noi si chiamano gli amici. Il nostro intento o meglio, la nostra speranza è diventare amici delle famiglie con figli disabili. Credo che il termine “amico” includa tutto: con un amico rido, scherzo e litigo, condivido, approfondisco, aiuto e ricevo aiuto, cammino insieme.
I nostri amici a San Gaetano sono in parte i miei figli (uno di loro, Clemente, è attualmente il responsabile della comunità), qualche familiare e poi ci sono alcuni parrocchiani che ci hanno raggiunto.

Quale è il vostro approccio verso le persone che seguite e le loro famiglie?

Non ci sono delle ricette o regole, cerchiamo di aprire i nostri cuori. Vogliamo conoscere la persona che abbiamo di fronte. Vogliamo essere accoglienti e allo stesso modo ci rende felice quando anche noi siamo accolti. Sentirsi accettato, così come si è, credo, piace a tutti e ci fa sentire importanti.

Quale tipo di aiuto potreste avere bisogno?

Se posso essere molto sincera, abbiamo un grande bisogno di qualche amico e mano in più. Penso che specialmente per i giovani della parrocchia potrebbe rappresentare una grande opportunità partecipare alla comunità. La freschezza di un giovane amico porta un vento speciale in comunità. La loro fantasia nel creare attività da fare insieme, inventare giochi e il loro modo spensierato nel creare legami sono ingredienti essenziali per la comunità che noi “diversamente giovani” non riusciamo più tirare fuori dalle tasche.

Se una persona si offrisse a dare una mano, quale sarebbe l’impegno che richiedereste? Sarebbe necessario seguire anche dei corsi di formazione?

Per partecipare a Fede e Luce non c’è bisogno di alcuna formazione specifica. Basta la voglia di conoscerci, di raggiungere questa famiglia allargata dove ognuno potrà portare il proprio tassello di talento e montare un grande mosaico insieme.
Ci incontriamo in media una volta al mese, di domenica e poi ci sono le riunioni serali di preghiera, di preparazione degli incontri o della pizzate (massimo 2 al mese).
Se poi divento particolarmente amico di qualcuno, vivrò questa amicizia anche al di fuori di Fede e Luce con incontri, telefonate … come si usa tra amici.

Ci puoi indicare quale è stato il momento più bello che hai vissuto nel tuo servizio e quello, diciamo, meno bello?

Di momenti belli ce ne sono tantissimi e non saprei dove cominciare davvero. Uno di questo è stato sicuramente l’incontro con mio marito Francesco a una riunione di Fede e Luce, 33 anni fa.
Poi ricordo un episodio commovente di tanti anni fa e alla fine di un campo estivo: Alessandro, un ragazzo down, quando apprese che si doveva tornare a casa (non aveva più i suoi genitori) incrociava le sue braccia formando una X. Lui non parlava più da quando erano morti i suoi e noi non capivamo questo gesto. Dopo un po’ di insistenza “Ale, cosa ci vuoi dire, cosa c’è …” ci disse: "non voglio andare a casa, in prigione!"
Da un lato mi si stringeva il cuore e dall’altro eravamo felici scoprire che Alessandro stava bene insieme a noi al campo.
Purtroppo anche di momenti brutti ne abbiamo vissuto molti. Molte persone, per me dei fari, se ne sono andate in cielo: quante mamme e papà di figli speciali non ci sono più! Quanti amici fantastici ci hanno lasciati e nel caso della nostra comunità a San Gaetano, quanti ragazzi hanno terminato il loro pellegrinaggio in terra.
Altri momenti brutti sono stati quando si sono incontrati dei sacerdoti che non desideravano la partecipazione alla messa da parte dei ragazzi (“fanno troppo rumore e gesti strani”) oppure quando un sacerdote si rifiutava dare la comunione al ragazzo (“non capisce niente”). Un grande dolore per noi tutti, figuriamoci per i genitori!!

È un dato di fatto che il Volontariato, in senso generale, sia ormai da tempo una realtà importante, soprattutto nei settori dell’assistenzialismo. È altrettanto un dato di fatto che le istituzioni spesso si rivolgono alle associazioni di volontariato per integrare il loro servizio. A tuo avviso, non c’è il rischio che queste istituzioni (ASL, Regione, Comune, ecc.), si adagino evitando di doversi coinvolgere con maggiori risorse soprattutto economiche?

Si, ci sarà pure questo rischio, ma è un rischio che corro volentieri, anche perché nel mio caso di cammino con Fede e Luce, ho ricevuto molto di più di quanto ho dato. Non è retorica, è così davvero!

Per finire, ci puoi raccontare un episodio simpatico che avete vissuto, da condividere con la comunità parrocchiale?

Qualche tempo fa, Corrado, uno di questi ragazzi che è volato in cielo troppo presto e che era uno di quei fari di cui parlavo prima, non voleva mangiare. Ogni tentativo di imboccarlo era vano. Tutti provavamo, ma niente da fare! Si dimenava e rifiutava qualsiasi proposta di aiuto o intervento!
A un certo punto, Corrado alzò la testa, la sua faccia si illuminò. Prese in mano il suo piatto e lo diede a una giovane amica per dirle: imboccami te! Aveva adocchiato l'amica più carina presente in quel momento, una giovane parrocchiana. Dalla serie: "Ehi, ho gli occhi anch'io ragazzi!" E aveva ragione!
Tutto finì con grandi risate mentre Corrado mangiava felicemente con la giovane amica.

 

Ringraziamo Huberta per averci permesso di conoscere meglio questa bellissima realtà. Vi invitiamo a leggere anche il nostro articolo pubblicato nel 2013 "Che cos'è Fede e Luce" (cliccare qui) e la Lettera inviata agli Amici per invitarli al Campo di Fede e Luce (cliccare qui).

Chi volesse maggiori informazioni od offrirsi per dare una mano, può contattare il Parroco oppure scriverci utilizzando il seguente link:

 

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