Corso prematrimoniale

Inizio del corso prematrimoniale che si svolgerà in parrocchia

Redazione Parrocchia San Gaetano 02/01/2026 0

A partire da lunedì 19, alle ore 21, inizierà il primo dei 10 incontri del Corso prematrimoniale che si svolgerà in parrocchia, con cadenza settimanale, presso le aule del catechismo.

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Redazione Parrocchia San Gaetano 21/03/2024

Credere oggi: riflessione introduttiva
24/01/2024 L’esigenza del credente è quella di essere sempre in cammino. Nel percorso che inizia con questo primo incontro introduttivo, vedremo cosa succede lungo questo cammino. Scopriremo che noi crediamo diversamente da come credevano i primi cristiani e, stesso noi, ora crediamo differentemente rispetto a come credevamo da adolescenti. Se qualcuno ci chiedesse: - Mi dici in parole semplici che cosa vuol dire per te credere? -, noi, come risponderemmo? La risposta è il CREDO, sintesi della fede e di ciò che crediamo. Il CREDO è il simbolo del credente. Il simbolo, con riferimento all'uso dell'antica Grecia, era il mezzo di riconoscimento che si otteneva spezzando irregolarmente in due parti un oggetto, in modo che il possessore di una delle due parti potesse farsi conoscere facendole combaciare. Con il CREDO noi rappresentiamo quella metà che vuole ricongiungersi con l’altra metà del simbolo che è Dio. Ma il CREDO, per la sua formulazione attuale, è poco comprensibile e distante dalla vita attuale. La nostra fede va espressa in nuovi termini. Occorre ripensare e ridire la fede. L’esigenza condivisa è ritornare consapevolmente alla fede, intesa come relazione viva con un Dio vivo. In un mondo che ha perso il senso di Dio, che soffre di indifferenza a Dio e in cui il linguaggio e il messaggio cristiano sono irrilevanti, il percorso che oggi iniziamo coglie l’urgenza di declinare in maniera nuova la nostra fede ripensando alla nostra relazione con Dio. Paolo Colangeli
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Redazione Parrocchia San Gaetano 03/04/2025

Vorrei essere una porta: cronaca del pellegrinaggio giubilare
“Bella esperienza comunitaria, grazie Padre Umberto.”“Grazie, Padre Umberto, è stato un Giubileo bellissimo e poi tutti in famiglia."“Grazie, padre Umberto, un momento di condivisione e spiritualità bellissimo.”“Una bella mattinata di comunità in preghiera, grazie a tutti.”“Complimenti al gruppetto di ragazzini, che sono stati davvero angelici!”E gli angelici ragazzini: “Passando la porta Santa ci siamo emozionati e poi quello che ci ha colpito tanto sono stati i ritratti dei Papi e la grandezza della Basilica“ e anche gli auricolari, aggiungono le catechiste. Questi i commenti arrivati nelle varie chat dopo l’esperienza del Giubileo parrocchiale di sabato 22 marzo alla Basilica di San Paolo. All’invito del parroco hanno risposto in tanti, più di 200 persone e  soprattutto molte famiglie, dai nonni ai nipotini, che hanno proprio trasmesso l’immagine della nostra comunità. Un Giubileo preparato da tempo sia nella messa parrocchiale delle 10,30 con le pillole di Padre Umberto, sia nei gruppi di catechismo, momenti in cui sono stati messi a fuoco gli aspetti storici, ma soprattutto i temi della Misericordia di Dio Padre e della Speranza. La preparazione poi è continuata durante il viaggio in pullman dove, quattro persone appositamente scelte per le loro capacità comunicative, hanno presentato la figura di San Paolo e alcuni aspetti della Basilica scelta come meta del pellegrinaggio. Molto sentito ed emozionante è stato il cammino all’interno del chiostro della Basilica per arrivare alla Porta Santa, animato dai canti del coro parrocchiale, piccolo pellegrinaggio durante il quale sono stati proposti per la riflessione di tutti brani evangelici e salmi.Poco prima del passaggio gli adulti hanno pregato con queste parole: Vorrei essere una porta chiusa a invidia e avidità, aperta al dono ed all’offerta.Vorrei essere una porta che allontana freddo e gelo, che protegge e fa incontrare.Vorrei essere una porta chiusa all’egoismo, aperta all’amore del prossimo e alla comprensione.Vorrei essere una porta che a te, Signore, offre una casa ed agli altri, amore, tempo e sicurezza, così che, quando verrai e busserai alla mia porta, mi troverai sempre vigilante. Invece i ragazzi hanno pregato così: Gesù, tu sei la vera porta e attraverso di te posso incontrare Dio.Grazie di avermi perdonato. Essere perdonati è bello.È ricevere un grande abbraccio da Te e dal Padre.Donami di essere anche io, in questo Giubileo, una piccola porticina, attraverso cui i miei familiari ed i miei amici possonoincontrartie conoscere com’è bello averti accanto sempre.Aiutami ti prego a non dimenticare mai che, come il Padre ha sempre perdonato, così anche io devo imparare a perdonare gli altri per riaccendere in tutti la speranza e la pace. Amen. Nella Basilica poi è stata celebrata l’Eucarestia presieduta da don Rafael, giovane sacerdote brasiliano che nel pomeriggio ha anche incontrato i genitori dei ragazzi del catechismo, mentre i figli erano impegnati in un momento di riflessione quaresimale.La foto di gruppo di rito ha concluso questo intenso momento di spiritualità comunitaria che molti hanno chiesto di replicare a Settembre. Giovannella
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Redazione Parrocchia San Gaetano 02/04/2024

Credere oggi: Io Credo
28/02/2024 Perché il CREDO, pur essendo, liturgicamente, una professione di fede che ci lega tutti, ha come soggetto io? Perché, prima di tutto, credere è un atto individuale e, in aggiunta, perché il credere è qualcosa di strettamente legato all’identità della persona, riguarda la natura dell’essere umano: è una caratteristica antropologica. La fede non è un’idea, ma è riporre la propria fiducia nella concretezza: “… ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, … noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.” Così i primi versetti della Prima lettera di Giovanni, passo di riferimento dell’IO CREDO.Noi crediamo per avere una vita piena e, affidando la nostra vita a Gesù, per raggiungere la gioia perfetta. Nelle riflessioni che seguono cercheremo di rispondere alla domanda: - Che cosa significa credere?Come esseri umani siamo dotati, oltre che di un’intelligenza “funzionale”, di consapevolezza del nostro essere. Siamo dotati di un’interiorità, di una coscienza, che vive in continua tensione. Tensione generata dalla continua ricerca di risposte a domande, quali: Chi sono io? Da dove vengo? Verso dove sto andando? Qual è il senso della mia vita? Come posso essere felice? Qual è il senso della storia? E se tutto finisse con la morte? Vale la pena vivere come ora sto vivendo? Nessun altro essere vivente è in grado di porsi domande del genere. L’essere umano è un essere spirituale e, tale dimensione spirituale è una realtà insopprimibile. L’essere umano trascende sé stesso, non vuole limitarsi al “QUI e l’ORA”, ha un “orientamento originario verso la trascendenza” come affermato dal teologo Karl Rahner. La religione è quella che dà forma e contenuto alle domande principali dell’essere umano.Dio ci viene incontro con il futuro, ci dice che c’è un DOMANI che supera il “QUI e l’ORA”. Credere è un atto di fiducia dell’IO promesso da Gesù. Abbiamo fiducia nelle risposte che Gesù dà alle domande principali. Dio non permetterà che la nostra vita vada dissolta nel nulla, ci promette, in prospettiva, che nulla della nostra vita andrà perduto. In conclusione, “IO CREDO in DIO” è la relazione da sperimentare basata sulla fiducia nella promessa di vita che Dio ci fa in Cristo. Per approfondire: Karl Rahner, “Corso fondamentale sulla fede”, Paoline Roma 1977; Benedetto XVI, Udienza generale del 17 ottobre 2012 (https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121017.html); Benedetto XVI, Udienza generale del 24 ottobre 2012 (https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121024.html) Johann Baptist Metz, “Un credo per l'uomo d'oggi”, Queriniana, 1976 Paolo Colangeli
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