5 articoli dell'autore Redazione Parrocchia San Gaetano

Redazione Parrocchia San Gaetano 29/06/2022 0

Avvisi orario estivo

Da Lunedì 20 giugno
MESSA FERIALE
Ore 7:30 - 9:30 - 19:00
MESSA FESTIVA
Ore 8:30 - 10:30 - 12:00 - 18:00 - 19:00

Mercoledì 29 giugno
MESSA FESTIVA
Ore 8:30 - 11:00 - 1
9:00

Da Domenica 3 luglio
MESSA FERIALE
Ore 9:30 - 19:00
MESSA FESTIVA
Ore 8:30 - 11:00 - 19:00

Da Lunedì 1 agosto
MESSA FERIALE
Ore 19:00
MESSA FESTIVA
Ore 8:30 - 11:00 - 19:00

Da Domenica 4 settembre
MESSA FERIALE
Ore 7:30 - 9:30 - 19:00
MESSA FESTIVA
Ore 8:30 - 10:30 - 12:00 - 18:00 - 19:00

 

 

 

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Redazione Parrocchia San Gaetano 04/06/2022 0

Ma com’è vestito Dio? Risponde il “Sinodo dei Bambini” di San Gaetano

Tutti i grandi pittori nel rappresentare Dio Padre,  a seconda delle circostanze, l’hanno  vestito o ispirandosi alle usanze ebraiche, oppure alla moda del loro tempo. E così hanno fatto anche i ragazzi del primo anno di catechismo, raffigurandolo con tuniche ed aureole, ma anche in calzoncini da calciatore, immaginandolo mentre sbuca dalle nuvole tendendo le braccia verso  gli uomini oppure mentre cammina  per le strade di un mondo coloratissimo.


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Ma in tutte queste raffigurazioni così diverse e fantasiose c’è sempre un elemento in comune: Dio ci è vicino e sorride, sorride, sorride con amore, tanto che pensando a lui si può disegnare anche solo un cuore festoso.

Con questi disegni esposti nell’atrio della Chiesa, Domenica 29 Maggio i bambini hanno risposto alla domanda: "Come immagini Dio?" che le catechiste  hanno posto loro alla fine dell’anno per far vivere anche ai più piccoli lo spirito di riflessione che caratterizza questa prima fase del Sinodo diocesano. E se Dio sorride, la richiesta: “Cosa vuol dire essere misericordioso?“ coincide sempre con la capacità di perdonare, come il Padre ha fatto con il figlio… scapestrato.


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E amore e perdono ritornano anche negli stemmi  ideati  dai ragazzi del secondo anno nel ritiro che precede la Prima  Comunione: a loro gli stemmi sono stati proposti come sintesi del loro programma di vita cristiana, prendendo ispirazione da una  frase pronunciata dal Beato Carlo Acutis presentato ai bambini nel corso dello stesso ritiro. Amare i nemici è la scelta che compare più spesso, una scelta davvero impegnativa che si affianca a quella di pregare il Padre nel segreto. Tra tutti però colpisce, anche perché rappresenta una scelta unica, lo stemma in cui è raffigurata la lavanda dei piedi in cui il messaggio dello spirito di servizio è stato pienamente recepito. In questa sezione della piccola mostra sono stati inseriti anche gli stemmi di Papa Francesco e del Cardinale Vicario, mons. Angelo De Donatis.


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Infine, colorate, ma impegnative  le  immagini della Comunione disegnate poco prima di ricevere il sacramento: dominante  ovviamente la raffigurazione dell’Ostia consacrata, del pane e del vino, della Messa, ma non mancano spunti interessanti in cui un sacerdote porge l’ostia sormontata da un cuore e in cui il simbolo della croce è unito alla festa per la Resurrezione.

L’ambientazione evangelica della vite e dei tralci, ideata da Barbara,  ha sottolineato la volontà di rimanere uniti al Signore presente in questi messaggi.


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Giovannella

 

 

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Redazione Parrocchia San Gaetano 05/06/2022 0

Celebrazione per il 60° anniversario della fondazione della parrocchia

Domenica 29 maggio, per il 60° anniversario della fondazione della nostra parrocchia di San Gaetano, S.E. Card. Mons. Angelo De Donatis, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, ha presieduto la Santa Messa delle ore 12 benedicendo poi la casa accoglienza che abbiamo realizzato in parrocchia nell'ambito del progetto di accoglienza Casa Mia.

"Nel giorno dell’Ascensione di Gesù, siamo chiamati, come i discepoli a vivere un tempo di attesa tra il distacco e l’incontro rinnovato verso cui siamo proiettati.
È un tempo di attesa che non si risolve in sterile nostalgia di ciò che non è più, né in pigra rinuncia all’oggi finché giunga il domani. Ma, piuttosto, in radicamento operoso nel presente, con l’occhio del cuore aperto al mondo, e alle sue ferite, e lo sguardo rivolto a-Dio, che ci affida alla potenza dello Spirito che sostiene il nostro andare."
È questo il messaggio che s.e. il cardinale Angelo De Donatis ha consegnato, ai ragazzi cui ha somministrato la cresima durante la messa, nell’anniversario della sua istituzione nel 1962 a chiesa parrocchiale, sessanta anni di presenza sul territorio e di doni ricevuti e condivisi. È un lungo cammino di servizio che oggi trova nuovo corpo nel progetto di accoglienza Casa Mia destinato a offrire un tetto, cui il Cardinale ha impartito la sua benedizione, a una nuova famiglia che si unirà alla famiglia di famiglie che i Padri Teatini, tutti quelli che hanno guidato la comunità dai primi anni sessanta a oggi e che ne hanno percorso tratti di strada insieme, ci hanno insegnato a costruire.

È stato un momento emozionante ripercorrere con le immagini e le parole quegli anni in cui la nostra parrocchia ha visto la luce. Un momento che vogliamo ricordare con il testo integrale, in latino e in italiano, dell'Atto di Fondazione della parrocchia, datato 29 maggio 1962, a firma di s.e. Cardinale Clemente Micara, Vicario Generale di Sua Santità, e con alcune immagini che abbiamo proiettato durante la messa.

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Redazione Parrocchia San Gaetano 03/05/2022 0

Avvisi Maggio 2022

Sabato 7
PRIME COMUNIONI
Ore 10:00 - 12:00

Domenica 8
Supplica alla Madonna di Pompei
Ore 12:00

Sabato 14
PRIME COMUNIONI
Ore 10:00 - 12:00

Domenica 15
Festa di chiusura anno catechistico
Dopo la Messa delle ore 10:30

Domenica 22
Benedizione delle Rose di Santa Rita: ore 12:00
Coroncina della Divina Misericordia: 
ore 15:00

Domenica 29
60° ANNIVERSARIO DELLA
FONDAZIONE DELLA PARROCCHIA
Ore 12:00: SANTA MESSA PRESIEDUTA DA
S.E. CARD. MONS. ANGELO DE DONATIS
Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma

 

 

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Redazione Parrocchia San Gaetano 30/04/2022 0

"Papà" Luca accende la miccia... dei giochi

Luca Napolitano è stato scout nella nostra parrocchia e poi, con spirito di servizio, ha anche svolto il ruolo di animatore dell'Azione Cattolica Giovani insieme a Matteo Aliffi. Sempre pronto a fiutare occasioni in cui offrirsi generosamente, dopo aver coinvolto molti anni fa la nostra parrocchia nel gemellaggio con il paese di Lucoli, colpito dal terremoto, in questi giorni ha deciso di passare il suo periodo di ferie presso la Caritas di Lublino, in Polonia,  per animare i giochi dei bambini ucraini rifugiati. Ecco la cronaca di una delle sue giornate. Un grazie caloroso a Luca.

Ciao,
Ieri non vi ho scritto nulla perché sono tornato la sera stanchissimo da una casa di accoglienza di bimbi rifugiati. Eravamo nel paesino impronunciabile di Księżomierz, in piena campagna a sud di Lublino, nella profonda Polonia rurale, in mezzo a tavolate sterminate di verde, dove praticamente ho fatto animazione per 5 ore filate senza fermarmi, manco per il pranzo. La casa era semplice, ma carina con un bel parco attorno. Non è una casa Caritas, ma è finanziata dalla Caritas, quindi suor Monika, che mi ha accompagnato insieme a suor Agnese, ci si reca ogni tanto per sorvegliare che tutto vada bene e per ispezionare il corretto utilizzo dei fondi stanziati.

Ci saranno stati circa 15 bimbi, senza contare i ragazzi più grandi. In pratica io sono arrivato e ho solo acceso la miccia. Ricordo che i primi due bimbi che ho incontrato erano i gemellini biondi Sasha e Pasha, che avranno avuto 3 anni, tutti e due belli sorridenti, poi dal resto del gruppo sono stato letteralmente (LORO MI HANNO) sommerso di attenzione, che credo fosse una voglia inesauribile di affetto, divertimento, contatto fisico, tenerezza ecc ecc... Soprattutto le bambine erano quelle più agguerrite a contendermi, mi prendevano per mano, mi camminavano accanto, volevano essere portate sulle spalle.

Una di loro, Veronika, credo di 4 anni circa, è stata incredibile, perché senza nemmeno conoscermi è entrata dalla porta della saletta dei giochi mentre avevo appena iniziato a intrattenere qualche bimbo, e mi è letteralmente corsa incontro per abbracciarmi con un sorriso e due occhi indescrivibili che sembravano il ritratto esatto della gioia, e da quel momento fin quando è risalita per il riposino non si è più voluta staccare da me.

A parte questo, durante le cinque ore si è giocato-giocato-giocato senza soluzione di continuità. Nemmeno adesso riesco a fare la lista di quello che abbiamo fatto, ma loro erano attratti da tutto e rispondevano a ogni stimolo. Per dirne una, a turno abbiamo ricoperto di mollette qualche bimbo dalla testa ai piedi, dopodiché era d'obbligo il giro d'onore (o dell'orrore) da sotto a sopra, passando dal corridoio stretto e buio delle camerate, in processione dietro al bimbo sommerso di mollette, che in quello stato era diventato non si sa come un feroce zombie.

Alla fine, più assetato che stanco, mi sono seduto a bere un bicchiere d'acqua su degli scalini, e vicino a me stavano 3 bimbe. Una di loro, la più piccola, di circa 3 anni, che nemmeno avevo visto fino a quel momento, perché non era stata con noi durante i giochi, mi chiama "papà" e la mamma le dice subito qualcosa tipo: "sì, papà Luca, poi papà Tizio, papà Caio, papà Sempronio".

Ovviamente non faccio domande. A tempo scaduto ho dovuto riordinare il mio valigione dei giochi: mettere ogni cosa dentro esattamente come ne era uscita davanti agli occhi dei bambini. Intorno si è creato un clima di silenzio. Fare questa azione mi è sembrato crudele, in un certo senso l'ho avvertito come un tradimento, e vederla deve aver dato la stessa sensazione ai bambini, l'amputazione improvvisa di qualcosa di bello e felice.

Quando siamo ripartiti ho detto a suor Monika in macchina: non so se è più crudele andarsene o non venire proprio.

Giovannella

 

 

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