Un'idea dirompente

Il racconto del pranzo di beneficenza del 1° Marzo a sostegno dell'emergenza freddo in Ucraina

Redazione Parrocchia San Gaetano 07/03/2026 0

È arrivata in parrocchia in punta di piedi, un anno e mezzo fa, grazie all’intermediazione della Caritas. Piccola di statura, due figli per mano, e negli occhi il peso di una guerra lontana ma ancora viva. Poche valigie e tanti pensieri. Iryna.
Nel giro di poco tempo, tramite il progetto Casa Mia, Iryna ha trovato qui un alloggio confortevole, un nuovo lavoro, una buona scuola per i bambini, una comunità accogliente e attenta ai suoi bisogni.

Poi, un giorno, piena di gratitudine, ma ancora carica di preoccupazioni, le viene un’idea, che condivide con una parrocchiana in un messaggino.
"Guardo le notizie dall'Ucraina ogni giorno e non riesco a stare ferma quando vedo come la gente soffre il freddo nelle città ucraine senza energia elettrica. Sono senza acqua e senza riscaldamento, e penso a quale beneficio posso portare loro. Sto pensando se magari possiamo organizzare una cena di beneficenza a buffet per aiutare gli ucraini che vivono in città senza elettricità. Io posso cucinare tutto il cibo ucraino che so preparare bene. Che ne dici? Possiamo scrivere un bell’invito e invitare tutte le persone."
Nonostante qualche scetticismo iniziale, l’entusiasmo, la semplicità e la determinazione di Iryna hanno contagiato tutti. È stata un’idea dirompente. Perché a volte queste nascono proprio da chi sembra più fragile.

La macchina organizzativa è partita: abbiamo immaginato un pranzo nelle sale della parrocchia, in una domenica di marzo, con piatti italiani e ucraini. Chi si è offerto di fare la spesa, chi ha fornito fritti e pizza, chi ha apparecchiato le sale, chi è venuto per servire ai tavoli. Tanti parrocchiani hanno cucinato e portato teglie di pasta al forno o dolci.
Iryna, insieme a Galina e alla figlia Oleksandra, hanno preparato alcuni piatti ucraini tradizionali:

  • Vinigret: un’insalata di barbabietola, fagioli, carote, cipolla, patate e cetriolini);
  • Golubzi: involtini di riso e carne;
  • Grecianyky: polpette di carne e grano saraceno;
  • Medivnyk: una torta al miele e noci.

Il giorno del pranzo, domenica 1° marzo: sono circa una sessantina le persone sedute. Ma molte di più sono quelle che hanno lasciato un’offerta o un pranzo sospeso.
Le due sale sono piene, rumorose, vive. L’apparecchiatura ben curata, con tovaglie e tovaglioli blu e gialli, per richiamare la bandiera ucraina, e piatti e bicchieri compostabili, per ridurre l’impatto ambientale della giornata.
All’ingresso, un cartellone preparato dalla classe di uno dei figli di Iryna accoglie i partecipanti con disegni, cuori e messaggi sulla pace: “La quarta A è con tutti voi!”
Nel corridoio che porta alle sale, una piccola mostra fotografica voluta da Iryna:
Nonostante la guerra, la vita continua”. Immagini di gente disperata, di abbracci sofferti, di bimbi nati in rifugi antiaerei, di gente che ha deciso di sposarsi sullo sfondo di una città devastata dalle bombe.

Una giovane rappresentante dell’Ambasciata Ucraina ha partecipato con piacere al pranzo. Alfonso Rago, consigliere municipale e presidente della Commissione Politiche sociali, è venuto a testimoniare la vicinanza del XV Municipio a questa piccola iniziativa.
E a un certo punto, tra una portata e l’altra, Iryna ha preso la parola davanti a tutti. Ha denunciato il dramma della guerra, ha ringraziato chi l’ha accolta in questo tempo e chi ha aderito al pranzo a sostegno del suo popolo. E ha intonato una canzone, scritta di suo pugno, sincera e straziante:

"La guerra, la guerra, il colore è nero
Quando viene la guerra non c'è niente di bello."

Intorno a lei, solo silenzio e commozione. Seguiti da uno scroscio di applausi.

L’incasso della giornata ha superato le aspettative: più di 2.500€ netti! Le spese vive sono state molto poche, perché tanti beni sono stati donati. Una parte dei fondi raccolti è andata, come promesso, all’Associazione Ucraina-Italia Lilea APS per la campagna “SOS inverno Ucraina”. Un’altra all’Elemosineria Apostolica del Papa, per un sostegno mirato alle necessità della popolazione ucraina. E una piccola quota è rimasta nelle casse parrocchiali.
Alla fine non è stato solo un pranzo. È stato un ponte. Un modo di avvicinare tante persone al progetto che la parrocchia porta avanti da ormai 4 anni, di far conoscere la famiglia che attualmente risiede nei locali di Casa Mia, di versare una piccola goccia di speranza in quell’oceano di disperazione che è la guerra in Ucraina.
E quella piccola donna, quella con l’idea dirompente, ci ha fatto capire che a volte basta una tavola apparecchiata… per far sentire la nostra comunità un po’ più unita.

Maria Livia Brauzzi

Resoconto economico pranzo di beneficenza per l'Ucraina

09/03/2026

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