Orari delle Messe
Gli orari delle SS. Messe della Parrocchia San Gaetano
Redazione Parrocchia San Gaetano 29/10/2020 0
Di seguito gli orari attuali delle Sante Messe della Parrocchia San Gaetano di Roma.
Orario Sante Messe
Feriali: 9:30 - 19:00
Festive: 8:30 - 10:30 - 12:00 - 19:00
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Redazione Parrocchia San Gaetano 28/04/2026
Rendiconti economici della parrocchia
Tra gli adempimenti di ordine amministrativo che ogni Parrocchia è chiamata ad assolvere in base alla normativa canonica, vi è la redazione del Rendiconto annuale.
Il Rendiconto, che comprende sinteticamente tutte le attività della parrocchia, rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per la verifica della corretta, ordinata e trasparente gestione amministrativa dell'Ente Parrocchia.
Ogni anno, il Rendiconto viene affisso in parrocchia. Da quest'anno, vogliamo offrire una maggiore visibilità, con la pubblicazione sul nostro sito.
La pagina dedicata ai Rendiconti della nostra parrocchia è visualizzabile cliccando qui, ed è presente, come sottovoce, all'interno della voce principale "Chi siamo" del menù principale.
All'interno di questa pagina, sarà possibile scaricare e visualizzare i Rendiconti pubblicati.
Leggi tuttoRedazione Parrocchia San Gaetano 07/03/2026
Un'idea dirompente
È arrivata in parrocchia in punta di piedi, un anno e mezzo fa, grazie all’intermediazione della Caritas. Piccola di statura, due figli per mano, e negli occhi il peso di una guerra lontana ma ancora viva. Poche valigie e tanti pensieri. Iryna.Nel giro di poco tempo, tramite il progetto Casa Mia, Iryna ha trovato qui un alloggio confortevole, un nuovo lavoro, una buona scuola per i bambini, una comunità accogliente e attenta ai suoi bisogni.
Poi, un giorno, piena di gratitudine, ma ancora carica di preoccupazioni, le viene un’idea, che condivide con una parrocchiana in un messaggino. "Guardo le notizie dall'Ucraina ogni giorno e non riesco a stare ferma quando vedo come la gente soffre il freddo nelle città ucraine senza energia elettrica. Sono senza acqua e senza riscaldamento, e penso a quale beneficio posso portare loro. Sto pensando se magari possiamo organizzare una cena di beneficenza a buffet per aiutare gli ucraini che vivono in città senza elettricità. Io posso cucinare tutto il cibo ucraino che so preparare bene. Che ne dici? Possiamo scrivere un bell’invito e invitare tutte le persone."Nonostante qualche scetticismo iniziale, l’entusiasmo, la semplicità e la determinazione di Iryna hanno contagiato tutti. È stata un’idea dirompente. Perché a volte queste nascono proprio da chi sembra più fragile.
La macchina organizzativa è partita: abbiamo immaginato un pranzo nelle sale della parrocchia, in una domenica di marzo, con piatti italiani e ucraini. Chi si è offerto di fare la spesa, chi ha fornito fritti e pizza, chi ha apparecchiato le sale, chi è venuto per servire ai tavoli. Tanti parrocchiani hanno cucinato e portato teglie di pasta al forno o dolci.Iryna, insieme a Galina e alla figlia Oleksandra, hanno preparato alcuni piatti ucraini tradizionali:
Vinigret: un’insalata di barbabietola, fagioli, carote, cipolla, patate e cetriolini);
Golubzi: involtini di riso e carne;
Grecianyky: polpette di carne e grano saraceno;
Medivnyk: una torta al miele e noci.
Il giorno del pranzo, domenica 1° marzo: sono circa una sessantina le persone sedute. Ma molte di più sono quelle che hanno lasciato un’offerta o un pranzo sospeso.Le due sale sono piene, rumorose, vive. L’apparecchiatura ben curata, con tovaglie e tovaglioli blu e gialli, per richiamare la bandiera ucraina, e piatti e bicchieri compostabili, per ridurre l’impatto ambientale della giornata.All’ingresso, un cartellone preparato dalla classe di uno dei figli di Iryna accoglie i partecipanti con disegni, cuori e messaggi sulla pace: “La quarta A è con tutti voi!”Nel corridoio che porta alle sale, una piccola mostra fotografica voluta da Iryna: “Nonostante la guerra, la vita continua”. Immagini di gente disperata, di abbracci sofferti, di bimbi nati in rifugi antiaerei, di gente che ha deciso di sposarsi sullo sfondo di una città devastata dalle bombe.
Una giovane rappresentante dell’Ambasciata Ucraina ha partecipato con piacere al pranzo. Alfonso Rago, consigliere municipale e presidente della Commissione Politiche sociali, è venuto a testimoniare la vicinanza del XV Municipio a questa piccola iniziativa.E a un certo punto, tra una portata e l’altra, Iryna ha preso la parola davanti a tutti. Ha denunciato il dramma della guerra, ha ringraziato chi l’ha accolta in questo tempo e chi ha aderito al pranzo a sostegno del suo popolo. E ha intonato una canzone, scritta di suo pugno, sincera e straziante:
"La guerra, la guerra, il colore è neroQuando viene la guerra non c'è niente di bello."
Intorno a lei, solo silenzio e commozione. Seguiti da uno scroscio di applausi.
L’incasso della giornata ha superato le aspettative: più di 2.500€ netti! Le spese vive sono state molto poche, perché tanti beni sono stati donati. Una parte dei fondi raccolti è andata, come promesso, all’Associazione Ucraina-Italia Lilea APS per la campagna “SOS inverno Ucraina”. Un’altra all’Elemosineria Apostolica del Papa, per un sostegno mirato alle necessità della popolazione ucraina. E una piccola quota è rimasta nelle casse parrocchiali.Alla fine non è stato solo un pranzo. È stato un ponte. Un modo di avvicinare tante persone al progetto che la parrocchia porta avanti da ormai 4 anni, di far conoscere la famiglia che attualmente risiede nei locali di Casa Mia, di versare una piccola goccia di speranza in quell’oceano di disperazione che è la guerra in Ucraina.E quella piccola donna, quella con l’idea dirompente, ci ha fatto capire che a volte basta una tavola apparecchiata… per far sentire la nostra comunità un po’ più unita.
Maria Livia Brauzzi
Leggi tuttoRedazione Parrocchia San Gaetano 18/04/2025
Tutto il bene che ho fatto è stato grazie a questa comunità
Sabato 12 aprile: festa grande nella parrocchia di San Gaetano a Roma per le nozze d'argento da sacerdote teatino del parroco padre Umberto Micillo, che il 15 aprile 2000 fu consacrato sacerdote e nella nostra comunità ha esercitato i primi 25 anni del suo ministero. Sempre con quello stile fatto di accoglienza e apertura, disponibilità e cura verso tutti, accompagnando ciascuno con affetto sincero e discreto nelle difficoltà e nelle gioie della vita. Così lo ricordano i tanti parrocchiani, amici, confratelli teatini e del clero diocesano, che hanno riempito la chiesa per la messa. Una cifra distintiva di padre Umberto che emerge anche nelle testimonianze raccolte nel libretto Un volo lungo 25 anni, realizzato e distribuito per celebrare questo anniversario.
«Non mi poteva capitare una comunità migliore», sottolinea durante l'omelia padre Micillo, ringraziando i suoi parrocchiani e i sacerdoti teatini. «Tutto il bene che ho fatto è stato grazie a questa comunità. Tutti siete stati pronti ad accettare ogni sfida che vi ho proposto». «In questo libretto - osserva - ci sono solo cose belle, come era immaginabile, ma a leggerlo con attenzione ci sono anche tante cose non dette. Altre mancano: vuol dire che mi dovrò impegnare di più in questa parte che manca».I ricordi e i ringraziamenti di padre Umberto vanno poi ai genitori, emozionatissimi, e ai fratelli. A don Michele Verolla, il suo parroco di Santa Maria dell'Arco a Frignano, in provincia di Caserta, la parrocchia del suo paese di origine dove ha maturato la vocazione al sacerdozio. «La nostra è sempre stata una comunità aperta e in dialogo con tutti indistintamente, un cammino ecumenico fatto non di parole, ma di vissuto quotidiano nei rapporti con tutti», ricorda don Michele. Mentre Rosa, la madre di padre Umberto, racconta quando come regalo di diploma suo figlio «chiese di andare con la parrocchia al santuario di Lourdes per prestare servizio e assistenza ai malati e al suo ritorno ci annunciò che si era cresimato e come padrino aveva scelto proprio il parroco don Michele».
Padre Umberto ringrazia anche la comunità dei padri teatini, conosciuta per caso nel 1992 partecipando a un campo estivo a Morlupo, rimanendo «attratto dalla comunione, dalla sintonia e dall'amore percepito tra i giovani preti che ci avevano accolto a Morlupo». Padre Carmine Mazza, l'attuale provinciale dei teatini, tra i concelebranti la messa dell'anniversario di sacerdozio di padre Umberto, sottolinea come diventare preti, ministri di Dio oggi, «significhi rendere presente il Signore in mezzo a noi, amministrare la sua misericordia a chi desidera ricominciare, accogliere e servire la comunità a cui si è inviati». Il grazie di padre Umberto è anche per suor Paola, la suora recentemente scomparsa, «che mi ha introdotto al mondo del volontariato e a cui devo il coinvolgimento nel servizio in carcere». Infine, un pensiero di gratitudine per due suoi maestri, i padri teatini Luigi, «un padre per me», e padre Vincenzo, del quale a conclusione della celebrazione viene letto un testo autografo scritto proprio per l'ordinazione sacerdotale di padre Umberto. Emozionante l'esecuzione dell'inno del Giubileo del 2000, evento che sempre legherà padre Umberto al suo sacerdozio. La festa continua poi nel giardino della parrocchia con il rinfresco, a cui hanno contribuito anche molti parrocchiani, le foto, i ricordi di 25 anni che si intrecciano alle emozioni e ai volti. Quell'enorme biglietto d'auguri sagomato sulla forma della chiesa della parrocchia con i nomi di tutti i parrocchiani al posto dei banchi. Aspettando di ritrovarsi di nuovo insieme a festeggiare i 50 anni di sacerdozio di padre Umberto. Ma l'augurio per tutti lo fa proprio padre Umberto: «riuscire a essere sempre accoglienti e disponibili verso tutti. Il primo impatto con l'altro deve far intravedere un'accoglienza e un'apertura. Va sempre cercato un modo di dire Sì e, se il Sì non può essere detto, allora bisogna accompagnare l'altro alla comprensione del No».
Emanuela Micucci
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